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Donna e benessere: “Vapore e Visioni”, mostra fotografica all’Hotel Salus Terme

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Donna, donna e benessere. Donna è un mondo, è un sentire; è una forma mentis, a volte forgiata da vincoli sociali che ne dimenticano affinità, emotività e aspetti peculiari. Non è solo una parola; non è solo un genere. Raccontarne l’essenza è difficile quasi quanto imprigionare l’aria. O il vapore. Il vapore caldo e rasserenante di una fonte sulfurea, sinergia e sintesi dell’acqua che si unisce all’aria. Un femminino quasi sacro che esprime la sua esistenza come una donna quando è pienamente consapevole di sé.

Donna e benessere

Vapori e Visioni, uno degli scatti fotografici del Maestro Sergio Coppi, presente all’Hotel Salus Terme

Donna è un mondo, a volte complesso, altre semplicemente complicato. Ne hanno declamato versi i poeti, i cantori; l’hanno narrato romanzi e canzoni. Purtroppo ne riferiscono sempre più spesso le cronache di una quotidianità che, nell’impossibilità di decifrare il mondo femminile, ne viola l’essenza come atto ultimo di un amore odiato e soffocato. Una guerra di genere che esula sempre più dalla necessità di un incontro a metà strada; una visione della donna abbrutita da decenni di misoginia e di oscurantismo culturale, prigioniera dell’incapacità di nutrirsi della sua bellezza e succube della sua miracolosa complessità. Per questo ci sorprende un’ode al femminino e alla sua sacralità, raccontata attraverso l’elemento che più di ogni altro è sinonimo di vita: l’acqua. Un filo rosso che lega acqua, donna e benessere.

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“Le figlie di Evan”, foto emblematica della mostra “Vapori e Visioni”

D’altronde le prime forme di vita mononucleari sono nate nell’acqua. È nell’acqua che l’uomo trascorre i primi mesi della sua vita fetale. Le grandi civiltà si sono sviluppate sulle rive di grandi fiumi o sulle coste di mari calmi ed accoglienti. I grandi scambi, sociali, economici e culturali, le grandi scoperte geografiche hanno viaggiato sull’acqua e attraverso di essa. Settimane, mesi, anni di navigazione per incontrare popoli, scambiare merci, esportare sete preziose o spezie sconosciute. Addirittura le prime strade dei vini, che oggi raccontano un territorio attraverso le sue eccellenze vinicole, già con gli Etruschi erano vie che viaggiavano sull’acqua del Tirreno. Nei secoli anche le guerre si sono combattute sull’acqua o per l’acqua, in tempi, quelli attuali, in cui il petrolio blu è risorsa inestimabile per luoghi sempre più arsi da un’aridità che ne sta ridisegnando connotati e habitat. Acqua per questo non confinabile dentro i termini di utilità e privilegi economici.

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“Le Muse inquietanti”. Parallelo tra donna e acqua in una interpretazione di Sergio Coppi

Donna e benessere: “Vapore e Visioni”, mostra fotografica all’Hotel Salus Terme

L’acqua è un po’ il filo conduttore che unisce la storia dell’Umanità. L’acqua è simbolo di vita generata e riproposta al mondo. Acqua, donna e benessere diventano per questo un parallelismo simbolico su cui il mondo è nato e sui cui perennemente si rigenera. “Il Paradiso risiede ai piedi della donna”, recita, con una capacità evocativa mai trovata in nessun altra scrittura sacra, il Profeta nel Corano. La donna si erge al di sopra del Paradiso, ne traccia linee e confini, detta le leggi ancestrali della vita, fluida, calda ed accogliente come l’acqua che sgorga dal centro della Terra. Un percorso di scatti fotografici ne celebra il parallelismo, sintesi sublime di tutto ciò che l’acqua e la donna sembrano custodire come il più geloso dei segreti.

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“Il Volo”. Sergio Coppi racchiude in questo scatto la sua visione della donna

Lo fa in un territorio, quello arroventato della Tuscia, figlio della forgia di Vulcano e del femminino sacro delle sue acque; trama di un tessuto antico vissuto fin dai tempi dell’antica Roma, che individuò nel suo termalismo e nelle sue acque sulfuree, il benessere per alleviare le ferite del corpo e l’armonia per curare quelle dell’anima. La mostra fotografica, ospitata in maniera permanente nelle sale dell’Hotel Salus Terme, custode lungimirante di una visione a tutto tondo del territorio, è figlia del compianto Maestro Sergio Coppi, visionario interprete dell’acqua e del suo corrispondente femminile. Una mostra fotografica dal titolo “Vapori e Visioni. Viaggio nell’immaginario dei luoghi del termalismo della Tuscia”; una valorizzazione territoriale, ma anche sociale, che ribadisce il ruolo centrale della donna e dell’acqua, già decantate da Dante nella Divina Commedia.

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Sergio Coppi, fotografo romano nato nel 1945 e precocemente scomparso a Terni il 19 Giugno 2015

Per questo una mostra fotografica che è stata ospitata nel 2014 anche a Martina Franca, in provincia di Taranto; due città unite dal filo dell’acqua, del jazz (JazzUp Festival è ente promotore della mostra), ma anche dal ruolo della donna. Non è un caso infatti che sia la civiltà etrusca in terra di Tuscia, che quella messapica in Puglia, fossero caratterizzate dal riconoscimento di un ruolo egualitario riservato alla donna, spesso assurta a capofamiglia, con diritto a partecipare alla vita politica, sociale, produttiva di due civiltà floride, ricche e sicuramente “futuriste”; soprattutto se si guarda al parallelo per cui la donna in Italia ha visto riconosciuto il diritto al voto solo nel 1945!

Il futuro è donna quindi, ma solo con un occhio al passato.

di Tamara Gori

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Donna e benessere: “Vapore e Visioni”, mostra fotografica all’Hotel Salus Terme ultima modifica: 2016-03-08T11:04:08+00:00 da tamara
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Sono nata nel 1973, annata sospesa tra il piombo del terrorismo e il luccichio delle mirror balls. Forse è per questo che sono così duale: amo le città, ne sono attratta, ma non chiedetemi di viverci, ne soffocherei; ho seguito studi economici per dovere sociale (di altri), ma l'istinto e la vita mi hanno sempre accompagnata verso l'arte, la natura, la letteratura e la giustizia sociale. Organizzo matrimoni, ma non sono sposata. Sono timida e riservata, ma esplodo di gioia di fronte a un sorriso e di divertimento quando ascolto la buona musica. Amo il cibo; ne ho saggiato di ogni genere e ovunque ho potuto, ammaliata dai colori, dai sapori, dagli odori che lo caratterizzano e lo legano ad un territorio e ad un popolo. Nonostante tutto però, combatto eternamente con intolleranze alimentari birichine ed estenuanti. Mi piace leggere e viaggiare e molto mi piace scrivere. E scrivere di cibo mi permette di fare tutto questo insieme; mi permette ogni volta di innamorarmi della Storia, della Cultura, dell'Umanità. Non riesco a prescindere da tutto questo, soprattutto dal piccolo, dall'etico, dal buono. E attraverso quello che scrivo, provo a rispondere a quello che oggi è il mio personalissimo senso di dovere sociale.Tamara Gori
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